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“Luoghi di aggregazione come al Nord Europea” quando l’idea è intelligente ma difficile da applicare

È un post molto milanese e me ne scuso con tutti i lettori che di Milano non sono e non gli importa molto.

Un paio di anni fa nacquero posti con wi fi gratis, enormi tavoli dove la gente anche sconosciuta poteva sedersi vicina e leggere e scrivere e lavorare e usare il computer. Sembravano una grande novità e si spacciavano per luoghi di aggregazione con uno spirito da Nord Europa.

Oggi quelli più conosciuti e frequentati a Milano sono Upcycle, Da Otto e Open. Tutti comunque hanno avuto l’utilità di cambiare in meglio la zona e dimostrare che si può creare qualcosa che non sia solo un coworking o solo un bar. Un design accattivante e diverso dal solito. Proporre eventi interessanti. Alcuni si sono persi per strada.

Upcycle in via amperè: nato per gli appassionati di bicicletta e luogo in generale di aggregazione. Ha due enormi tavoli di legno al centro e piccoli tavoli vicino all’entrata. Il wi fi è ancora gratis e non c’è obbligo di consumazione. Pecca: dalle 12.30 alle 15 si pranza e non si possono tenere sui tavoli i computer, tranne nei tavoli vicino all’entrata che sono appositi per lavorare e basta. Maleducazione, a volte, davvero insopportabile del cameriere. Solitamente resto staff molto molto gentile e si mangia bene.

Da Otto in via paolo sarpi: all’inizio non mi faceva impazzire perché erano scoordinati. Ora è un posto piacevole dove andare. Wi fi gratis e non obbligo di consumazione. Come da Upcycle dalle 12.20 alle 15 e orario aperitivo no computer, però se leggi un libro o guardi il cellulare nessun problema. Problema cibo è il brunch sabato e domenica. Molto poco di tutto e obbligo di menù. Non ha assolutamente senso. Mio consiglio sarebbe non chiamarlo brunch. Perché dover tenere un nome americano che in realtà a noi italiani interessa relativamente? Fare un menù pranzo come resto settimana. Da quando c’è il brunch ho sentito chiunque lamentarsi. Sempre. Su facebook nelle recensioni molti si lamentano per maleducazione, tempi lunghi e cibo durante brunch. A parte ultimo punto, il resto lo smentisco. Io ho sempre trovato lo staff gentilissimo e disponibile. Mi è capitato di fermarmi per ore e ore perché lavoravo, nessuno mi ha mai detto nulla. Perché la logica è di potersi fermare senza problemi. Belle le mostre o le proiezioni la sera. Se migliorassero sul brunch non avrei nulla da dire. È il posto a Milano che più ha uno spirito rilassato e internazionale.

Open in viale montenero: dall’apertura è molto cambiato. In peggio ed enormemente per colpa di chi lo gestisce e non dell’invasione degli studenti. Ora per avere wi fi e sconti o poter lavorare nel bunker del co working bisogna avere una tessera e costa. Bar costa molto e sono molto sgarbati. L’idea originale di unire libri a multimedia è completamente fallita. I libri sono lì ma ora sono considerati una seccatura. È ormai impossibile leggere o rilassarsi. I commenti su facebook sono per la maggior parte molto molto negativi e mi chiedo come mai chi lo gestisce non prenda spunto per migliorare. Più di una volta ho visto chi ha fondato Open, uno che si presenta SEMPRE  come un “visionario” e ripete ad ogni occasione la stessa storia. Credo che non sia per nulla un visionario e non sappia gestire un posto che se fosse valorizzato e avesse un’altra politica sarebbe un gioiello. Una grande delusione. Ormai è un luogo più per farsi vedere e menaserla. Non si fa per nulla cultura. Non si propone davvero nulla e non ha uno spirito “nordico”.

Ci sono altri posti a Milano sia per lavorare sia per passare un po’ di tempo, per esempio Santeria ma ci vado raramente. Poi c’è la libreria Verso in corso di Porta Ticinese. È una libreria dove sembra di stare in casa. Ha ancora qualche pecca ma niente di grave. Il problema forse al piano superiore è lo spazio: riuscire a far convivere posti dove sedersi, stare al pc e poter vedere e scegliere i libri, forse servirebbe un altro piano. Ma un posto che rimane molto fedele alla sua idea iniziale e che per ora è molto piacevole andarci; molti dicono che è come al “nord” ma non è così. Verso è una libreria unica nella sua specificità che in Germania o scandinavia non ha un gemello. È un’eccellenza italiana, originale. Certo, se fossimo all’estero avrebbe un giro d’affari maggiori e sarebbe molto più conosciuta ma è un altro discorso.

Insomma. Milano da molte opportunità ma bisogna saperle gestire. Il problema di fare incassi e sopravvivere è un tema forte, quindi capisco Upcycle e da Otto che a pranzo vietano di usare pc. Ma se poi gente legge o guarda cellulare allora dov’è davvero la differenza o la questione? uno potrebbe pranzare pur continuando a lavorare al pc. Le buone idee per uscire dal provincialismo ci sono ma poi crollano perché è la prima volta che si prova a fare qualcosa di diverso e di italiano. Sono comunque un esempio: per esempio a Bologna e a Firenze stanno nascendo molti luoghi simili con per fortuna loro peculiarità.

Caso tragico Open. Mettere da parte megalomanie e inefficienza e lasciarlo in mano a qualcuno che sappia davvero valorizzarlo e renderlo a portata di tutti

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Momenti frenetici, momenti calmi.

La domenica è quel giorno in cui cerco di organizzare la mia agenda, decidere cosa farò in settimana, con chi ho voglia di vedermi, cosa devo visitare, fare, scrivere. Puntualmente i programmi saltano come cavallette. La mia agenda rossa mi guarda con aria di rimprovero per tutti gli scarabocchi e le cancellature con cui la insozzo. Ma cosa ci posso fare? E’ un periodo fluido: tutto può accadere ed essere troppo rigida non è mai stato un lato del mio carattere.

Così questa settimana invece di avere un andamento regolare e sereno è stato intervallato da momenti così frenetici da non riuscire quasi a respirare a momenti di quieta assoluta, così calmi che quasi rasentavano la noia.

Eppure nel caos più totale qualcosa si sta muovendo e credo che l’autunno poterà qualche sorpresa e almeno una certezza!

E in questo istante, mentre scrivo in mezzo ad altri blogger o pseudo qualcosa scrittori, mentre ci sono gli Smiths in sottofondo, in uno dei posti più cool di Milano, Open (viale Montenero 6, vicino a Porta Romana per chi è di Milano), sto già pensando al weekend. Alla voglia di mettermi qualche vestito allegro, fare fotografia il più possibile e andare alla ricerca di una bicicletta (sarebbe davvero ora) e perdermi dentro a qualche libreria. Sapendo che domenica, in ogni caso, prenderò in mano la mia agenda rossa, che assomiglia molto al libretto rosso della rivoluzione culturale maoista, e inizierò a programmare un’altra settimana. Ma tra le varie pensate e decisioni voglio scrivere “momento di caffè da sola al sole pensando un po’ a me e a volermi un po’ bene”, spero di tenere fede a questo proposito!

Buon week end a tutti! (prometto che scriverò un pochino di più settimana prossima :D )

 

borsa con 1000 cose

 

tipa che salta

tipa su bici che fa foto

art books con tipa

 

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