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Stare accanto.

Stamane volevo scrivere delle sentinelle in piedi, delle tessere del PD. E invece scriverò su uno dei lati dell’amicizia: l’esserci l’uno per l’altro.

Non è sempre facile stare vicino a qualcuno. Un compagno, un amico, un conoscente a cui si è già affezionati, un parente. A volte si crede di conoscere molto bene la persona che ci è accanto, di sentirla nostra, saper anticipare le sue azioni, che non ci si rende conto che o si sta sbagliando qualcosa o non si sta cogliendo messaggi indiretti.

Nell’epoca dei social network può capitare che una frase, un commento, un messaggio vengano fraintesi oppure si pensa che i social siano perfetti per tenere in piedi un’amicizia o un rapporto di qualsiasi natura, senza doversi mai vedere. Non è così.  Il vedersi, l’interagire fisicamente è ancora importante, se non basilare. E bisogna sempre cercare di essere il più chiari possibile quando si scrive. Certo, facebook e twitter diventano strumenti utili quando hai voglia di sentire qualcuno senza però vederlo per paure/incertezze/pigrizia. Oppure puoi tenere in piedi mille conversazioni e rapporti virtuali senza prendere responsabilità fisiche ma allo stesso tempo sei contento perché hai la percezione, che però è illusoria, di essere circondato da una quantità infinita di amici, puoi avere tutte le attenzioni che il tuo ego vuole…tutti quei like e commenti e messaggi in privato: tanto amore virtuale senza dover dare niente in cambio. Ma è stare accanto? E’ avere qualcuno accanto?

E’ difficile stare vicino a qualcuno. Specie se in passato hai dato tanto e sei stato ferito. C’è chi corre a perdifiato dietro a tutti, pensando che è giusto così o che se non sei tu gli altri non si faranno sentire o per tutta una serie di motivi. Corri, corri, corri. Ma poi ti devi fermare, anche solo per te stesso e poter riprendere fiato, e guardare se all’altro davvero interessi come persona, se c’è la stessa attenzione seppur dimostrata in maniera diversa. Non basta il messaggio di whatsapp o la faccina via facebook per stare accanto.

Personalmente ho sempre molto paura di essere fregata, di nuovo. Non in amore, dove sono arrivata a una certa rassegnazione e dove ho notato che tanto, prima o poi, ti riprendi, ma in amicizia. Do sempre molto. A chiunque. Non importa chi ho davanti, se decido che quello è un mio amico, non ho più problemi. E provo a stare accanto e dimostrare a chi do le mie attenzioni che non è solo, che può contare su di me. Ovviamente non sono l’unica che fa così.

Ho notato però che le mie energie diminuiscono sempre di più col passare degli anni e delle delusioni. Possibile che chi da tanto è poi chi non riceve niente indietro? Non un “com’è andata ieri” o ” come stai” domande banali che però sono indice che sei nei pensieri di qualcuno, che ti vuole bene, che è tuo amico. Evidentemente più dai meno meriti, così la penso nei momenti di sconforto.

Poi ci sono casi particolari e che giustifichi molto. L’amico che è in crisi (e che magari non riesce a capire da solo quanto sta male o quanto “non c’è”). Che non riesce a vedere oltre il suo naso, che si rinchiude in se stesso e non vuole nessuno ma non lo dice ma se sei bravo lo intuisci. Quell’amico che vedi sui social che si rende un po’ ridicolo e ti chiedi perché faccia così, che cosa vuole dimostrare e sai che ha bisogno del tuo aiuto ma non forse non ha voglia. Forse ha voglia di avere cento amici superficiali che gli danno più emozioni ma senza dover dare niente in cambio. E loro sono meglio di te perché tu amico che lo capisci e gli stai accanto chiedi qualcosa comunque indietro e spesso la gente non ha voglia di mostrarti niente. Mi chiedo: chi sta male, chi affronta un periodo super stressante, si accorge che ferisce chi ha davanti? Per alcune mie amiche no, chi sta male sta male, non ha certe percezioni, punto. Io non sono d’accordo. Mi è capitato un periodo no ed ero molto frustrata e me la sono presa con un’amica: dopo dieci minuti mi sono accorta che l’avevo ferita deliberatamente e me ne sono vergognata e poi mi sono scusata. Tu sai quando ferisci, lo sai sempre.

E’ facile, non richiede impegno, essere egoisti, stronzi, avere rapporti virtuali. Attenzioni a costo zero. Ma poi? Si è davvero soddisfatti?

E’ difficile a volte stare accanto a qualcuno. Eppure siamo essere umani e i rapporti con gli altri sono essenziali. Siamo animali sociali. Io ci provo a dare il meglio di me ma sono sempre più stanca. Ho sempre più paura di non riuscire più a costruire rapporti sinceri e duraturi, ho paura di essere messa da parte per cazzate o momentanee paure. Come si fa a stare accanto, ad essere amica, pensando queste cose? Come si fa ad non influenzare negativamente il rapporto. E poi: è da egoisti chiedere qualcosa in cambio?

Si parla dell’amicizia, del rapporti degli altri fin dagli antichi greci. Credo che instaurare un rapporto, specie in età adulta, sia sempre bello e stimolante. Su quale la soluzione per fare funzionare tutto penso che non ci sia risposta, neanche nei libri classici troviamo risposta. Forse l’unica è volere stare accanto in due, perché volerlo da solo non porta a nulla.

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