Avere il colore della pelle diverso. Sessismo e razzismo, ciò che molte donne in Europa devono subire.

Il sessismo in Italia è ben radicato ed accettato.  Non solo dagli uomini ma anche dalle donne. Spesso siamo proprio noi done a sminuire certi episodi, a dare per scontati certi atteggiamenti volgari e pesanti e a catalogarli come “normali”. Siamo sottomesse a regole che la nostra società ci impone. Tra gli anni ’70 e ’80 ci sono state molte vittorie che a oggi ci rendono la vita più facile rispetto a un tempo, ma ancora c’è molto da fare perché i processi storici sono lunghi e prima che un’idea o un nuovo modo di vivere sia completamente assimilato e digerito dalla società ce ne vuole.

Oggi però vorrei parlare di un sessismo che non posso conoscere in prima persona: il doppio sessismo che subiscono le donne di colore. Ne voglio parlare perché mi accorgo che interessa davvero poco. Infatti dati in Italia a riguardo non esistono. Ci sono pochi dati per vari motivi: 1) sono donne senza documenti e qui illegalmente per cui hanno paura anche solo a parlare, 2) anche se hanno documenti sono magari segregate in casa dalla famiglia, 3) anche se con documenti e “libere” si vergognano a denunciare ecc e quindi non si sa molto comunque. Il sessismo di cui parlo non è legato solo a violenze fisiche ma anche alla difficoltà nel trovare un lavoro, anche se si è cittadine italiane al 100%.

Questo problema non è solo italiano, è europeo. Ma anche in Europa i dati sono scarsi. Ne ho trovato uno che riguarda però solo il Regno Unito: almeno 1 donna su 5 (nera, pakistana, da Bangladesh) è senza lavoro, a differenza delle donne bianche il cui rapporto è 1 su 14 per quanto riguarda disoccupazione. Ci sono testimonianze di pregiudizi subiti all’università o durante un colloquio di lavoro ma non so se sono poi usate per fare statistiche o ricerche sul problema.

La scrittrice Reni Eddo-Lodge spiega in un’intervista rilasciata alla bravissima giornalista Laura Bates che molte donne britanniche di colore subiscono sexual harassment sia per 1) l’”esotificazione” del corpo delle donne di colore, idea che proviene dal colonialismo, 2) come viene presentato il corpo delle donne di colore nei video musicali ecc, sempre a disposizioni e sempre “caldi”. La femminista inglese Ikamara Larasi dichiara che spesso la gente le parla con toni piccanti e allusioni sessuali a causa dell’ “hyper-sexalized image” che molti hanno.

Mi chiedo: se in Inghilterra, paese che ha una società multi-culturale da molto tempo, il problema è ancora così presente, qui in Italia qual’è la vera situazione? Credo che si diano spesso per scontato molte cose: che se una è africana allora è una prostituta, che se una donna è con il velo allora è scema e sottomessa e via così. Questo dare per scontato chi abbiamo davanti non aiuta nessuno, nemmeno noi. Sessismo e razzismo insieme: è questo che moltissime donne in Italia devono subire ogni giorno. Bisogna cercare di sensibilizzare la gente sull’argomento, bisogna andare a parlare con chi non vuole parlare per paura o vergogna o rassegnazione, bisogna integrare.

Concludo domandandomi: da un punto di vista femminista, se partiamo dall’idea che le donne sono state storicamente oppresse anche perché diverse dall’uomo, come possiamo batterci e protestare per avere più diritti e rispetto mentre escludiamo dalla nostra lotta altre donne perché diverse da noi? Credo che per sensibilizzare e per cercare di debellare almeno un po’ il sessismo dobbiamo unirci tutte, perché nessuna è diversa, siamo davvero tutte uguali.

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Venezia: speculazione e corruzione affondano la città lagunare.

Dedico il primo post a una delle città italiane che amo di più per motivi sia familiari che culturali.
Nell’ultimo mese lo scandalo Mose ha portato a galla fatti e situazioni che fino a poco tempo fa erano solo pettegolezzi su cui ci si scherzava sopra nei vari bacari della città. Il Mose era nato come progetto per salvare la città dall’alta marea e per non farla affondare. Qualcosa tra il dire e il fare dev’essere andato storto.
Ora invece è emerso tutto alla luce del sole: due noti esponenti politici di differenti appartenenze, e altri personaggi sono stati travolti dallo scandalo di corruzioni a livelli tali da superare quelli di tangentopoli, si dice. Non solo uomini politici sono stati colpiti ma anche antiche istituzioni, ad esempio il Magistrato delle acque che dal 1501 è un organismo che dovrebbe proteggere la laguna.
Il Mose è già costato 5 miliardi di euro ma si teme che i costi aumenteranno e inoltre c’è l’incertezza se continuare o no i lavori. lavori che dovevano finire nel 2011 ma che forse finiranno nel 2017.
Non solo la corruzione affonda l’antica repubblica lagunare ma anche la speculazione e l’abbandono irrefrenabile dei suoi cittadini. Le 118 isole unite da 400 e oltre ponti sembra essere sempre di più un luna park per i turisti invece che una città da abitare. Nel 1966 gli abitanti erano 121.309, oggi 56.683 e sempre più in caduta libera. Chi è molto benestante vi abita pochi giorni l’anno, gli altri, specie gli anziani, rimangano rintanati nelle loro case e cercando di non spostarsi troppo dai loro campi e campielli. Ormai le case ereditate diventano bed and breakfast o hotel o affittate tutto l’anno, spesso in nero, basta pensare che solo nel 2013 sono nati 706 b&b. Diventerà una città-albergo?
Per non parlare poi dell’obbrobrio per chi esce dalla stazione di S. Lucia e imbocca Rio Terà Lista di Spagna, Campo San Geremia, Rio Terà San Leonardo fino a Strada Nuova: un serpentone di falsi ristoranti italiani, dove il cibo viene spacciato per ottimo e il vino veramente veneto; ci sono decine e decine di negozi souvenir, uno identico all’altro, uno più kitsch dell’altro, e poi bancarelle su bancarelle di prodotti cinesi inutili e che non rispecchiano nessuna tradizione o altro. Una marea immonda e putrida che inquina e rende la città uguale a tante altre e brutta e invivibile. Per non parlare poi della zona intorno a San Marco o al ponte dell’Accademia.
I turisti, di qualsiasi nazionalità, all’anno ne arrivano 22 milioni!, sembrano nutrirsi di queste cose da 2 soldi, cose che potrebbero benissimo trovare a casa loro ma solo con il nome diverso sopra. Certo poi ci sono zone che ancora si salvano ma per quanto saranno salve?
Ogni volta che vado Venezia mi affascina e mi disgusta allo stesso tempo.
Siamo la nazione che si vanta del proprio turismo e ci dobbiamo rassegnare a tutto questo? Non è possibile trovare soluzioni che riportino la città a un livello più umano e che allo stesso tempo non sminuisca il suo valore culturale e artistico?
I giovani che vi abitano devono rassegnarsi a partire o fare i camerieri e basta? Dove sono finiti gli artigiani storici, senza i quali poi non si possono ristrutturare gli antichi palazzi?
Ecco una modesta proposta: per le nazioni europee che fanno corsi di apprendistato artigianale la Commissione Europea da finenziamenti. Ora che c’è in atto una possibile purificazione dalla corruzione perché non creare progetti per formare i giovani e chi vuole agli antichi mestieri artigiani e magari riuscire a tenere aperta qualche libreria storica? Ma forse è una proposta troppo utopistica perché troppo sensata e utile per la città.

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venezia luglio 2013 150

 

venezia luglio 2013 004

 

 

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Benvenuti in Istantanee Variabili!

Il desiderio di esprimersi, di raccontare, di mostrare qualcosa sia con le parole che con le immagini. Molti di noi hanno questo desiderio ma spesso non abbiamo la voglia di farlo, di metterci in gioco, di scoprirci. Io voglio provarci, di nuovo. In passato ho già tenuto un blog. Era più un diario on line che un vero e proprio progetto. Era desiderio di sfogo più che voglia di raccontare quello che mi circondava. Alla fine ho deciso di chiuderlo perché ero cambiata e non mi riconoscevo più.

Ci riprovo su una nuova piattaforma, wordpress, che sto lentamente imparando ad usare, con una grafica un po’ di diversa che prometto verrà migliorata appena possibile. I temi. Di cosa scriverò? Quali saranno le tematiche che cercherò di portare avanti e farvi appassionare? Scriverò di ciò che amo e che sento importante parlare.  Arte, fotografia, cinema, teatro, libri. Ma anche violenza sulle donne, cosa succede nel mondo, politica. Tanti argomenti ma le mie passioni sono tante e ho voglia di spaziare da un tema all’altro senza troppi pensieri o preoccupazioni.

Spero che mi seguirete in questa nuova avventura “virtuale” e che potemmo confrontarci.

Vi ringrazio e benvenuti su Istantanee Variabili!

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istantanee di luoghi, idee, immagini.