Luigi Spazzapan: mostra monografica a Torino

Ci sono artisti che rappresentano alla perfezione le mille anime e le mille culture che rendono unico il nostro Paese. A volte alcuni sono fortunati e arrivano subito alle luci della ribalta e il loro nome diventa immediatamente pop e quotidiano, altri rimangono nascosti e conosciuti solo dagli addetti ai lavori ma non per questo meno importanti.

Luigi Spazzapan è ancora un artista nascosto ma il suo valore è sempre stato riconosciuto, specialmente a Torino. Non solo dal movimento dei Sei di Torino ma anche da un giovane studente del politecnico sabaudo, Ettore Sottsass, il quale più di una volta ricorderà Spazzapan nei suoi libri e interviste, suo maestro di pittura ed è grazie a lui che è più conosciuto all’estero che da noi.

Credo che non sia un caso che Sottsass fosse affascinato e che stimasse Spazzapan, in fondo provenivano da un background culturale simile.

Luigi Spazzapan era di origine slovena, cresciuto in Friuli, studierà a Vienna e poi a Padova. Sottsass era austriaco ma studierà a Torino, vedete già cosa li univa.

La mostra “Luigi Spazzapan – ritorno a Torino” presso la Fondazione Amendola ci mostra l’eclettismo dell’artista sloveno. Sono presenti ben 106 opere, in cui viene perfettamente mostrato l’evoluzione del suo stile e la sua bravura in varie tecniche (chine, tempere, olii, disegni). L’allestimento nelle tre sale è perfetto perché permette di poter osservare e confrontare le varie opere e capire anche le varie influenze.

Nonostante fosse un uomo che amava viaggiare, andò anche a Monaco di Baviera, scelse di vivere e lavorare a Torino, città che lo amò e che influenzò i temi di alcuni dei suoi quadri. Sarà una figura importante per Torino, nonostante il suo carattere forte e inquieto. Nella città sabauda morirà improvvisamente nel 1958.

Spazzapan viene riconosciuto come un’importante figura prima del futurismo, non a caso il suo passaggio a Padova dove Boccioni aveva lasciato il segno, ma soprattutto sarà una dei padri della pittura astratta in Italia.

È importante e giusto che ci sia una bella e importante mostra monografica proprio a Torino. Un modo per scoprire o riscoprire un artista che fu fondamentale per l’arte sia nella città sabauda sia in Italia e per scoprire un quartiere in piena evoluzione come è Barriera di Milano dove si trova appunto la Fondazione Amendola.

La mostra sarà aperta fino al 31 gennaio 2018 e l’ingresso è libero.

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