La generazione zero della Grecia

La crisi economica della Grecia sembra aver creato nella nostra mente un’immagine distorta della nazione ellenica. Povera, disperata, debole, nel caos. Certo, aver avuto cinque elezioni in sei anni non ha aiutato a vederla come uno Stato forte. Si percepisce un’incredibile fragilità e pensiamo che anche la sua popolazione sia così. Imbruttita, senza idee, lamentosa, tendente a buttarsi tra le braccia dell’estrema destra, parassitaria. Ci siamo dimenticati invece che è un popolo che lotta ed è orgoglioso. Ci siamo dimenticati la sua storia, quella recente. Il popolo greco ha combattuto contro i nazisti ma soprattutto ha avuto la dittatura dei colonnelli. Dittatura che durò dal 1967 al 1974. Nonostante le difficoltà e il fascismo soffocante e totalitario di quegli anni, il popolo greco non si arrese. E non parlo solo di chi era comunista, il colpo di Stato era nato per fermare il comunismo secondo i militari, ma parlo di tutta la popolazione. Spesso ci scordiamo di questo passaggio avvenuto pochi decenni fa. Per questo trovo e non mi stupisco che spesso i politici greci si siano rivolti alla gente attraverso elezioni, non solo come sfida all’Unione Europea ma anche e soprattutto come esercizio di democrazia e responsabilizzazione di tutto il popolo greco.

Mi ha molto colpito l’articolo di Federico Fubini , giornalista ora di nuovo del Corriere e che ha scritto un libro sulla Grecia. Egli parla di “generazione zero” cioè quei giovani tra i 18 e i 30 anni che hanno deciso di non arrendersi. Giovani che creano progetti e riescono a ricevere fondi europei, che fondano start up, che non emigrano più semplicemente a caso ma con un proposito e un intento ben preciso. La crisi ha stimolato, in maniera obbligatoria, un’intera generazione a inventarsi un lavoro e a provare ad abbattere un vecchio sistema che non esisterà più. Se il popolo greco fosse davvero un popolo di parassiti o di gente che pretende e basta, io credo che tutto questo non accadrebbe.

Per questo motivo mi auguro che ci sia una seria attenzione da parte di chi tiene in mano le redini dell’economia greca: c’è speranza di ripresa in quel paese perché c’è gente che si impegna a volercela fare. È facile riportare solo i fatti negativi, che pur ci sono, c’è un’intera generazione zero che si sta impegnando e forse ci sta indicando anche una via d’uscita.

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