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La voce del boy scout.

Mi sono molto divertita a vedere in streaming la direzione del partito democratico. E’ stato utile per capire equilibri e forze e orientarsi per quello che avverrà in parlamento nei prossimi mesi. Soliti ritardi, solito circo mediatico scatenato fuori dalla sede, molti che sono entrati con il solito viso truce per poi dimostrare di non contare moltissimo.

Si doveva parlare e discutere dell’ordine del giorno sulla riforma del lavoro. In parte lo si è fatto ma in realtà è stata l’ennesima resa dei conti fra vecchie dirigenza e Renzi&co. Il segretario ha fatto sentire la sua voce. Lo ascolto e guardo, poi ascolto Bersani o Fassina e vedo che non c’è molta alternativa a Renzi, il quale ricorda che se cacciano lui arriva la Troika.

Mi fa piacere vedere come il nostro premier sia sempre carico, entusiasta, faccia vedere che ci crede che il Paese può farcela ma è ora che qualcosa nei suoi discorsi o presentazioni di programmi cambi. Quando ha iniziato a elencare, per l’ennesima volta, tutto quello che ha fatto da marzo, il 40%, il fatto che è stato sindaco, le mamme, l’Africa, la Mogherini, gli 80 euro, mi sono sentita male e ho iniziato a pensare seriamente di iniziare un aperitivo alle 18.20 del pomeriggio. Fa sempre così: se qualcuno gli pone una domanda fa l’elenco e ripete esempi che ormai sentiamo da mesi e che conosciamo a memoria, se deve presentare un programma di nuovo fa l’elenco. Credo che questa formula vada superata. E’ tempo che arrivi subito al sodo, spieghi concretamente dove trova coperture, cosa ha intenzione da fare seriamente. Non può lasciare questo compito ai suoi ministri, come ieri ha fatto in parte Poletti (che sembrava l’imitazione di un Bersani, sempre con in mano un bicchiere di Sangiovese, ma più simpatico…mi riferisco all’accento, sia ben chiaro). Questi elenchi del premier hanno stufato e sono il suo punto debole. Può aver vinto in direzione, l’odg è passato con 130 voti favorevoli, 11 astenuti e 20 contrari (che se mi è permesso sono comunque tanti). Ha certamente diviso la minoranza. Però è tempo di fare un passo successivo, visto che dice #passodopopasso. E’ tempo di spiegare bene e rapidamente alla gente, non solo al suo partito, cosa intende fare. Basta dire gufi, basta avere manie di persecuzione da parte dei giornalisti e avversari.

Che poi, quali avversari? Fassina? Il peggiore intervento di ieri. Che qualcuno gli ricordi che andava molto d’accordo con Brunetta e che in parlamento non ha fatto nulla. Bersani? Nonostante l’ex segretario non ci creda il suo tempo è finito, non perché rottamato ma perché quando era segretario ha fallito. D’Alema? Ieri quando parlava l’ho adorato, devo ammetterlo. I suoi diciamo mi hanno fatto molto ridere. Il discorso era pieno di livore ma comunque è stato molto interessante e se collaborasse come “vecchio saggio” (il leader Maximo mi perdonerà per il vecchio) darebbe un ottimo contributo ad aiutare a rimanere nei binari della sinistra il nostro premier. Civati? Io non riesco a capite politicamente quest’uomo. Sembra grigio, sembra non saper cosa fare. Nel suo blog e prima di entrare in un riunione sembra pronto alla battaglia, penso sempre “ci siamo!Ora mi convince che è un buona alternativa”, poi lo vedo parlare e vedo che non riesce mai ad esporsi, non riesce mai ad imporsi. Eppure quando leggo cosa propone sul blog o in altri articoli che scrive trovo sempre proposte davvero stimolanti e sarebbero utilissime per aprire dialoghi importanti. Perché non si smarca di più dalle sue insicurezze? Certo lo capisco, vorrebbe rinnovare ma non vuole passare per quello che ha scisso il PD.

Con questi avversari interni Renzi ha vita abbastanza facile. Fuori non ne parliamo. Anche se penso che alla fine del semestre italiano la possibilità di eventuali elezioni non è un’idea così fantasiosa.

Infine devo dire che ci sono anche ottimi interventi: Scalfarotto e Soru su tutti. Ma anche Concia e qualcun’altro non mi sono dispiaciuti. Orfini è stato equilibrato e mi ha fatto molto ridere con la sua cacciata degli anarchici dal liceo (anche se non ho ben capito il nesso, ma tant’è).

Tutto sommato è stato un confronto interessante e positivo. Alcuni oggi scrivono di morte della sinistra o di grande depressione per il partito. Non è vero. Citando  Marco Damilano, giornalista dell’Espresso, è stata una delle poche volte che il partito ha parlato di cose concrete e che si è davvero confrontato. Ricordo che solo il PD riesce ad avere questo dialogo, nonostante tutte le critiche a Renzi, non abbiamo un dominus come negli altri partiti.

Però c’è seriamente bisogno di più concretezza. Spiegare ora bene la riforma del lavoro (che ricordo mica è già attuativa, ci sarà tutto l’iter parlamentare prima) e soprattutto c’è bisogno di un vero dialogo e confronto di idee. Senza quest’ultimo elemento non potremo andare incontro ai cittadini e aiutare il Paese.

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