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Le vacanze della mia infanzia non torneranno più

Piegati su se stessi, con ombrelli in mano per ripararsi dalla forte pioggia, alcuni con addosso giubbotti anti vento o giacche collezione autunno/inverno, facce arrossate per l’umidità. Così mi si presentavano i milanesi in giro per la città ieri mattina. In questo penultimo week end d’agosto l’estate non vuole fare capolino e la gente si azzuffa con gli armadi per cercare il vestito giusto per poter uscire. Oggi almeno c’è un po’ di sole ma per molti domani non sarà il 25 agosto ma un lunedì lavorativo e così settembre è già qui.

Sono andata in un California Bakery, dove non c’era quasi posto per potersi sedere. Gli argomenti principali erano il meteo e il lavoro. L’unico che non aveva il muso era un cane che aspettava la sua colazione: la padrona appena entrata aveva cinguettato alla cameriera che anche il suo Doggy aveva diritto a una buona colazione. Cosa poi abbia mangiato Doggy non lo so, posso solo affermare che più la padrona del cane sfogliava il quotidiano più si immusoniva.

Rispetto allo scorso agosto la gente tende a tenere gli occhi bassi, sembrano tutti più pensierosi e stanchi. Riguardo le fotografie che avevo fatto lo scorso Ferragosto: a parte il classico caldo agostano, i milanesi sembravano più allegri e sorridenti. Quest’anno invece la frase più rincorrente all’Esselunga o nei bar è “non c’è stata estate”. Siamo diventati un popolo così dipendente dal meteo? Siamo diventati delle suocere acide che si intristiscono appena le cose non vanno come vogliamo?

Per non parlare poi dello “stress da fine agosto” e cioè il ritorno della routine di tutti i giorni. La routine fa paura a tanti. Io sono contenta che stia tornando tutto come sempre. Non mi spaventa, non mi angoscia. Ovviamente sono felice di aver fatto un po’ di vacanze, viaggiare mi piace molto ma ammetto che da quando sono adulta agosto è diventato un mese come un altro. Mi torna in mente Palombella Rossa di Nanni Moretti, la scena in cui Michele Apicella urla “le merendine della mia infanzia non torneranno più″: ecco, la stessa cosa è per le vacanze. Quei tre mesi estivi sembravano magici e necessari, mi sentivo libera. Dopo la maturità e con l’ingresso nel mondo degli adulti quella magia è sembrata scomparire. Credo che in noi sia rimasta quella sensazione di dover fare vacanze estive lunghe e bellissime, ci rimane dall’infanzia come un qualcosa che ci da più libertà. Se si riflettesse un attimo si capirebbe che se uno vuole può staccare quando vuole. Non è obbligatorio fare ferie ad agosto, non è da sfigati farle magari a settembre. Siamo diventati grandi e possiamo fare come vogliamo ma ci sono regole non scritte che ci limitano e che ci auto imponiamo per essere come tutti. Forse il mal contento che serpeggia in questa Milano senza afa è il non avere quel senso di magia dell’estate con tutte le sue regole e i suoi classici servizi ai telegiornali. O forse tutto questo non c’entra e siamo semplicemente diventati un popolo che si lamenta e basta.

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