Category Archives: Tiziano Terzani

Bisognerebbe desiderare la pace.

E’ quasi un mese che lo scontro Israele – Hamas domina la vita dei civili israeliani e palestinesi e in parte anche le nostre. Quotidiani, tg nazionali ma soprattutto social network: non c’è giorni che passi che non si parli di questo conflitto. Conflitto difficile da decifrare. Non voglio entrare ora nel merito, non per ignavia o paura ma perché non voglio scatenare anche su questa pagina le sterili polemiche che leggo già altrove.

Invece mi domando: perché non desideriamo la pace? Non fraintendetemi: non sto prendendo le difese né dell’uno né dell’altro, perché entrambi hanno colpe. Parlo di noi, stranieri di altri paesi che con un passaporto diverso e distanti svariati km dal conflitto, ci facciamo la guerra tra di noi. Nelle ultime settimane leggo con sempre maggiore preoccupazione l’escalation di violenza verbale sui social. Chi è filo-palestinese sembra che abbia perso il lume della ragione, non ascolta nessuno, vive di link inesatti, di notizie inesatte e via dicendo ma trattando questi dati come oro colato. Chi è filo-israeliano, pochissimi, inizia parlando pacatamente per poi sfociare anche lui in una violenza inaudita. Quando leggo, a volte, mi sembra di sentire il digrignare dei denti, la schiuma che esce dalla bocca, il muovere il corpo in maniera nervosa e convulsa, la gioia nell’annientare chi è dall’altra parte dello schermo. Molti non si fermano e chi è contrario alla loro opinione viene perseguitato con insulti orribili anche via messaggio privato.

Si da la colpa ad Israele. Invece questa violenza, questo odio, questa voglia di guerra ha radici ben più profonde. Dall’11 settembre niente è stato più lo stesso. Non parlo dei conflitti in medio oriente, dei terroristi, di chi ha colpa, parlo di tutti noi. Dal 2001 è iniziato una nuova era sulla Terra. Non sappiamo come si svolgerà, siamo nel bel mezzo della baraonda. Per ora vince la violenza, il non parlarsi, il non dialogare, la diffidenza, la rabbia, l’essere costantemente controllati da chi ci governa. Il tutto amplificato oggi dai social, che, sia ben chiaro, non sono il male ma incanalano certe forme di violenze. Bisognerebbe capire di più il perché di questo sfogo mondiale via telematica, non crocifiggere ma capire.

Sono davvero preoccupata. Per l’ondata di anti semitismo (che non è MAI morto ma è sopito, quasi come se in milioni si sentissero sollevati nel poter dare contro agli ebrei ma non stava bene prima perché ci fu l’Olocausto, ma ora VIA! Liberi insulti, premettendo che “non si è antisemiti” per poi scrivere “gli ebrei vogliono conquistare il mondo”.), per l’odio viscerale verso quello che è diverso.

Voglio consigliare una lettura importante per tutti, per cercare un attimo di capire, per educarci alla pace e cioè “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani. Scritte sull’onda degli eventi dell’11 settembre, Terzani, nonostante la malattia, torna sul campo. Vuole capire le ragioni degl’estremisti islamici. Già ne aveva parlato nel 1991 (quando viaggia attraverso l’ormai ex URSS e sente che il comunismo in moltissime province è stato sostituito dall’islam fondamentalista) e nel 1996 quando era andato a vedere quei campi di addestramento finanziati dallo sceicco arabo Osama Bin Laden. Nessuno, come al solito, lo ascoltò e provò a indagare a sua volta. Meravigliosamente Terzani non da colpe all’Islam, anche se sottolinea il suo sottosfondo inquietante e violento, ma cerca di capire le sue ragioni. Parla anche di Hamas. Parla dello scontro Israele e Palestina come la madre di tutte le guerre in medio oriente. E’ un libro illuminante. Rileggerlo ora poi è essenziale: lo scrittore capì molto prima dove saremo andati a parare e spera e ci consiglia di credere nella pace. Noi occidentali abbiamo perso una grande occasione dopo l’11/9: invece di dialogare, capire, arginare il fondamentalismo, aiutare le nazioni islamiche ad evolversi (non in maniera occidentale!) uscendo dal medioevo del pensiero, abbiamo solo bombardato.

Terzani afferma che per ogni bomba che cade e distrugge nasce un nuovo terrorista ed ha perfettamente ragione. Quelle popolazioni sono schiave dei violenti e dei fondamentalisti e vittime delle bombe di noi occidentali. Ci avverte di capire da soli o andando sul campo a non credere ai giornalisti che riportano sempre “mezze verità e mezze bugie”. Continua dicendo che il mondo si sta sempre più dividendo tra chi è contro di noi e chi è con noi. Ed è effettivamente così! Oggi non ci sono più sfumature, non c’è più dialogo fra chi la pensa in maniera diversa.

Cogliamo finalmente l’occasione di volere pace. Non solo non più conflitti ma tornare nelle piazze delle città e dei paesi e discutere in maniera democratica di questo nostro povero mondo. Lasciamo la rabbia e l’odio a casa con il computer e i social, torniamo a guardarci in faccia. Basta pubblicare su facebook link storici sulla guerra in medio oriente completamente sbagliati dal punto di vista storico, smettiamo di gridare agli israeliani “assassini” e poi nel link ci sono sì bambini morti ma siriani. Smettiamo di credere ciecamente in tutto quello che ci viene propinato, spesso da gente che è violenta o menefreghista. Cerchiamo di fare una buona informazione e quindi smetterla con bufale, dietrologismi inesistenti su questo conflitto, andare sul campo a parlare e non stare dentro un hotel 5 stelle o riportare una super notizia saputo da un amico che è amico di un palestinese. A volte mi sembra che condividere sulla propria bacheca un link sul conflitto e mostrare immagini di bambini morti sia un modo per liberarci la coscienza, per far parte di un gruppo “cool”, per non dovere al conflitto e alle sue possibili risoluzioni in maniera concreta. Mi chiedo: come mai non è nata una certa ossessione per la Siria (oltre 4000 bambini morti, non si contano quelli violentati e torturati)? Perché non ci imputiamo per la pace per le popolazioni dell’Afghanistan/Iraq/Libia/molti paesi africani che hanno bisogno anche loro di generi di prima necessità?

Riflettiamo su questo. Perché ci interessa un solo conflitto? Come mai? E come mai invochiamo la pace ma poi siamo comunque violenti nel parlarne? Da dove nasce questa nostra violenza, anche se non fisica?

Credo fermamente che debba nascere un nuovo linguaggio, devono essere create nuove parole, bisogna pensare a nuovi modi di riflettere per quanto riguarda i conflitti. E’ tempo di cambiare, sul serio. E’ tempo di volere desiderare la non violenza.

Nel frattempo, vi prego leggete “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani, edito da Longanesi! Vi farà bene, a tutti.

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