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James Rhodes e la libertà di espressione. Un caso di free speech in Inghilterra.

James Rhodes è un pianista che fa concerti in tutto il mondo. Nato nel 1975 a Londra, compie importanti studi in prestigiose scuole del paese. Nel 2008 incide il suo primo album solista e da allora diventa una star della musica classica.

Nonostante la fama però James Rhodes fino allo scorso aprile non poteva raccontare gli orrori e gli abusi sessuali che aveva subito durante l’infanzia. In Inghilterra la libertà di espressione non è così ovvia come pensiamo. Eppure i quotidiani inglesi o programmi televisivi non hanno problemi di censure. Attraverso la vicenda di Rhodes invece scopro che da vent’anni il free speech non è garantito in Inghilterra.

Per fortuna la Suprema Corte a metà maggio ha deciso di annullare le decisione di ingiunzione preventiva a non pubblicare il libro “Instrumental” edito dalla Canongate. La decisione di pubblicarlo è diventato un caso, una pietra miliare, nella difesa del free speech. Le memorie raccontate da James Rhodes riportano in maniera dettagliata e cruda gli assalti sessuali che dovette subire nell’infanzia ma racconta anche di come la musica l’ha aiutato a superare il trauma. L’ex moglie aveva denunciato Rhodes per la possibile pubblicazione del libro, bloccandola, perché avrebbe danneggiato il loro figlio di 12 anni. La richiesta del ex signora Rhodes era stata accolta e la possibilità di pubblicarlo era svanita per sempre (finché il figlio fosse stato in vita). Rhodes fece ricorso e così il giorno 20 maggio 2015 la Corte ha deciso che quel blocco era ingiusto e andava contro i principi di libertà. Il caso è poi andato alla ribalta dei giornali non solo perché il pianista inglese è molto famoso ma anche perché la sua battaglia è stata sostenuta da uno dei suoi migliori amici, l’attore Benedict Cumberbatch, e da alcuni scrittori tra cui Tom Stoppard.

Rhodes ad oggi soffre di problemi alla spina dorsale a causa degli abusi sessuali – venne violentato ripetutamente dall’allenatore di boxe della scuola – e problemi mentali, i quali stanno guarendo grazie alla musica e al supporto di amici e della seconda moglie. James Rhodes spiega come l’aver voluto scrivere il libro sia stato non solo una liberazione ma anche un modo per dire a chi subisce questo tipo di violenze che non è solo.

Molti commentatori britannici notano come nel loro paese ci sia ancora una noncuranza e quasi un senso di vergogna nel parlare chi ha malattie mentali e di abusi sessuali, specie su minori. Questa sentenza fa emerge molte dinamiche nascoste nella società inglese. Il verdetto della Suprema Corte è un importante caso sulla libertà d’espressione, un riconoscimento alla libertà di poter riportare verità magari scomode ma con la sicurezza che la legge è dalla parte di chi vuole raccontare queste verità.

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