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La Resistenza. Ricordando chi ci donò la libertà. 25 aprile 1945.

Quando arriva il 25 aprile mi sveglio molto presto. Sento l’emozione e l’importanza di questa giornata. La felicità di andare in manifestazione per dimostrare a coloro che sono ancora fascisti o menefreghisti che c’è ancora tanta gente che ricorda e onora chi combatté per darci libertà e democrazia. Come ogni anno rileggo alcuni passi dal libro “Senza tregua” di Giovanni Pesce. Non perché il libro migliore sulla Resistenza ma il libro a me più caro e in cui sento la forza incredibile di chi visse e conquistò la Storia.

Infine ringrazio mio padre, mia madre, i miei nonni paterni e tutti coloro i quali mi hanno trasmesso i valori dell’antifascismo e raccontato cosa avvenne in quegli anni. Grazie, è stato un dono bello e importante. Che continuerò a trasmettere a mia volta.

Ora trascrivo un brano tratto da Senza Tregua. Quello in cui il gappista Di Nanni muore da eroe a Torino per mano dei nazisti.

“[...] Ora tirano dalla strada, dal campanile e dalle strade più lontane. Gli sono addosso non lasciano scampo. Di Nanni toglie di tasca l’ultima cartuccia, la innesta nel caricatore e arma il carrello. Il modo migliore di finirla sarebbe di appoggiare la canna del mitra sotto il mento, tirando il grilletto sotto con il pollice. Forse a Di Nanni sembra una cosa ridicola; da ufficiale di carriera. E mentre attorno continuano a sparare, si rovescia di nuovo sul ventre, punta il mitra al campanile, e attende. Quando viene il momento mira con cura. L’ultimo fascista cade fulminato dal colpo. Adesso non c’è più niente da fare: Di Nanni si alza con fatica sulla ringhiera e aspetta la raffica di colpi. Gli spari invece cessano. Guardano il gappista che li aveva decimati e messi in fuga. Incerti guardano il ragazzo che li ha battuti, coperto di sangue e non sparano. È in quel attimo che Di Nanni si appoggia alla ringhiera e saluta con il pugno chiuso. Poi si getta nella strada piena di silenzio.

(Dall’opuscolo clandestino edito a Torino il 4 giugno 1944 “Alla gloria dell’eroe nazionale Dante Di Nanni”

Gli anni e i decenni passeranno: i giorni duri e sublimi che noi viviamo oggi appariranno lontani, ma generazioni intere di giovani figli d’Italia si educheranno all’amore del loro Paese, all’amore per la libertà, allo spirito di devozione illimitata per la causa della redenzione umana sull’esempio di mirabili garibaldini che scrivono oggi, col sangue rosso, le più belle pagine della storia italiana.”)

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