Category Archives: stragi

L’assordante rumore delle parole. Un breve pensiero su quello che è successo in Francia.

La morte non fa rumore. La morte è qualcosa di atroce ma normale che entra come un pugno nello stomaco nella vita. La morte porta via o conduce da qualche altra parte senza troppo caos. Il contorno no, il contorno è quello che fa rumore.

Sulla morte delle vittime del giornale satirico Charlie Hebdo e sugli ostaggi del negozio kasher si sta dicendo davvero di tutto. Il rumore delle parole in questi giorni è così assordante che non riesco a  formulare un mio personale pensiero. Il bisogno quasi compulsivo di dover dare opinioni, litigare su il perché e per come della vicenda, dover dire e dire e dire qualsiasi cosa ci passa per la mente in questi giorni è davvero incredibile.

La vicenda ha poi portato alla ribalta tantissimi argomenti tutti importanti e di cui bisognerà davvero parlare e confrontarsi: il terrorismo (anche di radice islamica), la libertà di pensiero e di satira, l’integrazione, l’antisemitismo sempre più dilagante ma che si nega che esista, la politica internazionale e quello che si sta facendo in medio oriente. La violenza, l’orrore, di quello che è avvenuto ci porta per forza a riflettere su tutto questo e ci fa capire l’urgenza, specialemente all’interno della sinistra europea di dover capire e agire su tutti questi aspetti.

Io non so bene che dire. Sia mentre vedevo i notiziari su Charlie Hebdo e sia ieri mentre vedevo i due blitz a Parigi provavo solo angoscia e orrore. Pietà per i terroristi (vittime anche loro), preoccupazione per gli ostaggi. Pensavo anche ai nigeriani, duemila persone, massacrati a casa loro e mi chiedevo come mai noi non ci interessiamo davvero a questi attentati terroristici in Africa.

Quello che mi auguro è che non si fomenti l’odio, specialmente quello religioso. Che tutti collaborino per far vedere che noi siamo più forti e potenti rispetto a coloro che ci vogliono mettere paura.

Trovo importanti tutte le manifestazioni di solidarietà che si terranno tra oggi e domani. La gente normale e che ama la pace va in piazza e dimostra che tutti uniti possiamo essere fortissimi.

Ora che i tre terroristi sono morti però non dobbiamo dimenticare, come spesso succede, tutti i proclami per la libertà di satira e di parola, non dobbiamo di nuovo rinchiuderci nei nostri recinti provinciali ricominciando a fregarcene e usando come paravento il rumore assordante di mille parole dette in maniera vuota. Dobbiamo agire.

Agire in maniera pacifica e concreta, magari parlando di meno ma ragionando di più. Il terrore non vincerà.

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Oggi non chiudiamo gli occhi.

Alle 16.37 del 12 dicembre 1969 un boato scosse la città di Milano: la sede della Banca nazionale dell’agricoltura esplose, non si sa ancora se per uno o due ordigni, ma si sa il numero delle vittime che furono diciassette, i feriti furono più di ottanta. È l’inizio di quel periodo ricordato come anni di piombo in Italia. Non si sa ancora chi furono i mandanti, chi decise di gettare la popolazione nell’incubo nell’ansia. Dopo quel terribile evento, spartiacque della nostra storia nazionale, ci furono altre stragi, per esempio quella del 28 maggio 1974 in piazza della Loggia a Brescia. Anche per questa non si sa chi furono i colpevoli.

Stragi. Pure oggi avvengono. Anche se non si usano più bombe e non si può dare colpa agli anarchici o a militanti violenti fuori dal partito comunista. La popolazione italiana è tenuta in scacco da un periodo storico che aggiunge ansie e incertezze, che la classe politica non prova minimamente a lenire. Il tema principale del momento, dopo la crisi, è il quello del lavoro. Oggi ci saranno 54 manifestazioni in tutta Italia per far sentire la propria voce contro una legge che sembra non tutelare nessuno. Io credo che oggi sia importante manifestare. Ma i sindacati stanno manifestando per tutti? No. E non lo fanno perché se ne fregano ma perché c’è un campo del mercato del lavoro che viene sfruttato e/o ignorato. Sto parlando di coloro che hanno la partita iva, chi viene pagato come collaboratore senza alcun contratto vero, coloro che non sono tutelati in niente e per niente. Staranno manifestando? Spero di sì. Perché nessuno manifesterà per loro. Chiudere gli occhi oggi non si può.

Il senso civico e sociale è ormai scomparso qui in Italia. Se ci fosse un’altra strage causata da una bomba, dubito fortemente che la gente andrebbe in piazza, dubito che ci sarebbe indignazione. Ci sarebbe una corsa verso i particolari beceri e da maniaci su come sono morti, la vita dell’attentatore e via dicendo. La mia visione negativa è data dal fatto che si sta compiendo la strage di una generazione, i trentenni, che non avranno i contributi per avere la pensione quando saranno anziani, a cui si prospetta un futuro da poveri, la pressione psicologica nel cercare di avere un lavoro decente ogni giorno.

Perché non si scende più in piazza? Cosa ci ha reso così pigri, menefreghisti, indifferenti? Per valori e storia l’unica parte politica in cui mi riconosco è a sinistra. L’unico partito che potrebbe prendere per mano il popolo italiano e portarlo fuori da questa apatia, anche emotiva, però latita. O si sta trasformando in qualcosa che non capiamo. A chi rivolgersi dunque?

Oggi a Milano alle 16.37 le istituzioni saranno presenti per rendere omaggio alle vittime e per non dimenticare piazza Fontana. Ora i sindacati stanno manifestando per ricordare che i lavoratori hanno diritto a tutele sul lavoro.

Non chiudiamo gli occhi oggi. Ma neanche domani. E neppure quello dopo ancora. Apriamo questi occhi e indigniamoci, discutiamo, manifestiamo per garantirci un futuro certo e ora un paese migliore. È questo il tempo del rinnovo. E non possiamo perdere un minuto di più. Invogliamo questi adolescenti, spesso ignoranti di tutto, a formarsi uno spirito critico e civico, a formarsi una coscienza sociale. Obblighiamo le famiglie a informarsi e a parlare nelle scuole di quello che avviene e che è avvenuto e che non si deve ripetere. Sono frasi dal sapore utopistico ma non trovo altre soluzioni. Lo Stato non può fare tutto, siamo anche noi cittadini che dobbiamo agire civilmente. O se no cosa diventeremo? Non chiudiamo gli occhi.

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza! A. Gramsci 1/5/1919

“Siamo testimoni. Siamo legati tra noi e dalla storia, dal nesso che connette ogni strage impunita agli omicidi brigatisti, ma ancor più dal mistero di una coincidenza che bussa insistente alla porta” B. Tobagi “Una stella incoronata di buio”.

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